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Aggiornamenti e manutenzione di un sistema aperto: chi fa cosa

Un sistema aperto non si aggiorna da solo, e non dovrebbe farlo. Gli aggiornamenti di Home Assistant in un impianto si pianificano, si provano e si documentano. Ecco un calendario di manutenzione ragionevole e la divisione dei compiti.

26 agosto 20265 minuti di letturaRead in English

Chi viene dai sistemi chiusi è abituato a due modelli di manutenzione. Nel primo il software non si aggiorna mai: l’impianto funziona com’era il giorno della consegna, finché qualcosa non si rompe. Nel secondo si aggiorna da solo, quando lo decide il produttore. Il primo lascia l’impianto vulnerabile, il secondo lo espone a sorprese.

In un sistema aperto come Brick c’è una terza strada: gli aggiornamenti di Home Assistant e degli altri componenti si fanno, ma li decide chi gestisce l’impianto, dopo averli provati. In questo articolo vediamo cosa si aggiorna, ogni quanto, come e chi lo fa.

Calendario di dodici mesi con le attività di manutenzione: backup in ogni mese, aggiornamenti a gennaio, aprile, luglio e ottobre, verifica annuale a settembre
Un calendario di manutenzione: backup ogni settimana, aggiornamenti ogni tre mesi provati su una copia, verifica completa prima della stagione di riscaldamento.

Cosa si aggiorna

In un impianto Brick ci sono cinque livelli di software, con ritmi diversi.

  • Il sistema operativo, Linux basato su Debian, che riceve aggiornamenti di sicurezza con regolarità.
  • Home Assistant, che esce con una nuova versione principale ogni mese e con correzioni intermedie.
  • Node-RED e i suoi nodi aggiuntivi, con aggiornamenti meno frequenti.
  • Grafana e il database delle misure.
  • Il firmware dei dispositivi: sonde e regolatori Zigbee, router, pannello.

Non tutto va aggiornato ogni volta che esce qualcosa. Ma niente dovrebbe restare fermo per anni.

Ogni quanto

Per un impianto termico proponiamo questo ritmo, che si adatta all’edificio:

  • backup automatici ogni settimana, con una copia fuori dal controllore;
  • aggiornamenti ogni tre mesi, raccogliendo le versioni uscite nel frattempo;
  • aggiornamenti di sicurezza urgenti quando vengono segnalati, valutati caso per caso;
  • una verifica completa all’anno, prima della stagione di riscaldamento.

Il calendario dell’illustrazione mette gli aggiornamenti a gennaio, aprile, luglio e ottobre e la verifica a settembre. Si può spostare, con una regola: niente aggiornamenti importanti nelle settimane più fredde o più calde dell’anno, quando un problema pesa di più.

Provare prima su una copia

La regola d’oro è non aggiornare mai per la prima volta un impianto in funzione. Si prova prima su una copia.

  1. Si ripristina l’ultimo backup su un controllore di prova, o su una macchina virtuale, in laboratorio.
  2. Si legge l’elenco delle modifiche delle nuove versioni. Home Assistant segnala in ogni versione le modifiche che possono richiedere interventi sulle configurazioni.
  3. Si aggiorna la copia e si verifica che tutto funzioni: entità, flussi Node-RED, dashboard, utenti.
  4. Si annotano le correzioni necessarie.
  5. Solo dopo si aggiorna l’impianto, con le correzioni già pronte, in un momento tranquillo.

Per un installatore che segue molti impianti con la stessa configurazione, la prova vale per tutti: è uno dei vantaggi delle configurazioni pronte.

Backup e ripristino

Il backup è la rete di sicurezza di ogni aggiornamento. Prima di aggiornare se ne fa uno manuale, in aggiunta a quelli automatici. Se l’aggiornamento dà problemi che non si risolvono subito, si ripristina il backup e si torna alla situazione di prima.

Un backup va provato. Almeno una volta all’anno conviene ripristinarlo su un controllore di prova, per essere sicuri che contenga davvero tutto e che la procedura funzioni. È anche il modo migliore per prepararsi a un guasto dell’hardware, come abbiamo scritto nelle regole minime di sicurezza.

Quando un aggiornamento va storto

Anche con tutte le prove, può capitare che dopo un aggiornamento qualcosa non funzioni: un’integrazione che ha cambiato nome a un’entità, un nodo di Node-RED che si comporta in modo diverso, un dispositivo Zigbee che non risponde più. Tre regole limitano i danni.

  • Le sicurezze non dipendono dal software. Il termostato di sicurezza del pavimento e gli interblocchi cablati continuano a proteggere l’impianto qualunque cosa succeda al controllore.
  • Si ripristina prima di indagare. Se il problema tocca la regolazione e non si risolve in pochi minuti, si torna al backup e si analizza con calma sulla copia.
  • Si annota tutto. Cosa è successo, quale versione, quale correzione. La volta successiva, su un altro impianto, servirà.

Il registro della manutenzione

Ogni intervento lascia una riga in un registro: data, chi, cosa, versioni prima e dopo, esito. Può essere un semplice documento condiviso con il cliente. Quando cambia l’installatore, o quando serve capire perché un impianto si comporta in modo diverso da un anno prima, è il primo posto dove guardare.

La verifica annuale

Prima della stagione di riscaldamento, una visita completa:

  • controllo di sonde, testine, valvole e generatore, come in una piccola messa in servizio, secondo la checklist dedicata;
  • verifica di backup, utenti e chiavi di accesso, con la revoca di quelle non più necessarie;
  • controllo dello spazio disponibile sul controllore e della politica di conservazione dei dati;
  • revisione dei grafici della stagione precedente, per decidere eventuali correzioni a curve e programmi;
  • aggiornamento della documentazione dell’impianto.

Chi fa cosa

In un sistema aperto i ruoli vanno scritti, perché chiunque potrebbe intervenire.

  • Il proprietario o il gestore custodisce le credenziali, decide chi ha accesso, segnala i problemi.
  • L’installatore o il manutentore fa backup, aggiornamenti e verifiche, secondo il contratto, e ne tiene traccia.
  • ETECH LAB mantiene le configurazioni pronte, verifica le nuove versioni dei componenti e dà indicazioni agli installatori su cosa controllare.

Il contratto di manutenzione si fa con l’installatore, come per gli altri impianti dell’edificio. Non c’è un canone obbligatorio verso ETECH LAB per far funzionare il sistema: è una scelta che abbiamo spiegato nell’articolo sul software libero di Brick.

L’accesso a distanza per la manutenzione

Molte attività di manutenzione si possono fare a distanza: backup, controllo dei grafici, parte degli aggiornamenti. Serve un accesso sicuro, con una VPN e una chiave personale dell’installatore, come descritto nell’articolo sull’accesso remoto a Home Assistant. Restano in presenza le verifiche sui componenti fisici e gli aggiornamenti più delicati.

Pensare al lungo periodo

Un impianto dura vent’anni, l’hardware di un controllore forse meno. Con un sistema aperto il passaggio a un hardware nuovo non è un rifacimento: si ripristina la configurazione su un controllore nuovo e l’impianto riparte. È la differenza tra un sistema che invecchia con il suo produttore e uno che si rinnova con chi lo gestisce, il tema dell’articolo su Home Assistant in un impianto professionale.

Note di rilascio e supporto

Per gli installatori Brick: novità sulle configurazioni, aggiornamenti consigliati e indicazioni su cosa verificare dopo ogni versione.