Messa in servizio di un impianto a zone: la checklist dell’installatore
La messa in servizio è il momento in cui un impianto ben progettato diventa un impianto che funziona. Saltare un controllo oggi vuol dire una chiamata in pieno inverno. Ecco la nostra checklist, in cinque fasi.
La messa in servizio di un impianto di riscaldamento a zone è un lavoro che si tende a comprimere: il cantiere è in ritardo, il cliente vuole il caldo, “tanto si vede subito se funziona”. Non è vero. Molti difetti di un impianto a zone non si vedono il primo giorno: una testina collegata alla zona sbagliata, una sonda che legge un grado in meno, una sicurezza mai provata. Si vedono a gennaio, con una telefonata.
Per questo usiamo una checklist, sempre uguale, in cinque fasi. La proponiamo qui per chi installa impianti con Brick, ma vale per qualsiasi sistema di regolazione per zone.
La messa in servizio in cinque fasi: prima di alimentare, ingressi e uscite, taratura delle sonde, prove delle zone, consegna.
Prima di tutto: i documenti
La messa in servizio comincia alla scrivania. Prima di andare in cantiere servono:
lo schema elettrico del quadro, aggiornato con le modifiche già note;
l’elenco delle zone, con i circuiti del collettore, le stanze, le sonde e le testine di ciascuna;
i dati di progetto: temperatura di mandata, curva climatica di partenza, limiti di sicurezza;
le mappe dei registri dei dispositivi Modbus, se ce ne sono;
un modulo di verbale da compilare.
Con questi documenti, ogni prova ha un riferimento. Senza, si prova “a occhio”.
Fase 1: prima di alimentare
Con il quadro senza tensione si controllano le cose che, se sbagliate, possono fare danni all’accensione.
Cablaggio conforme allo schema: ogni filo al suo morsetto, numerazione leggibile.
Serraggi: i morsetti a vite si controllano uno per uno. Un morsetto lento è la causa più comune di guasti intermittenti.
Isolamento e continuità dei circuiti di potenza e di terra.
Polarità dei bus: A e B dell’RS-485, polarità del bus KNX, resistenze di terminazione solo ai due estremi della linea.
Tensione degli alimentatori e delle testine coerente con i componenti installati: una testina a 24 V collegata a 230 V si guasta subito.
Solo dopo si dà tensione, prima al controllore e poi ai carichi, una protezione alla volta.
Fase 2: ingressi e uscite
Con il controllore acceso si verifica che ogni ingresso legga e che ogni uscita comandi il suo carico.
Ogni sonda mostra un valore plausibile: le sonde ambiente intorno alla temperatura della stanza, la sonda esterna vicina a quella reale, la sonda di mandata coerente con il tubo.
Ogni contatto cambia stato quando lo si aziona: richiesta del generatore, allarmi, termostati di zona se presenti.
Ogni uscita comanda il carico giusto: si attiva una testina dal controllore e si verifica sul collettore che si muova quella giusta.
Le uscite analogiche: si comanda la valvola miscelatrice a 0, 5 e 10 V e si verifica corsa e direzione, come nell’articolo sulle valvole a tre vie.
I dispositivi su bus rispondono: indirizzi corretti, valori letti sensati.
È la fase più lunga, ed è quella in cui si trovano la maggior parte degli errori di etichettatura.
Fase 3: taratura delle sonde
Una sonda può funzionare e leggere comunque male. Si confronta ogni sonda con un termometro di riferimento, nella stessa posizione, dopo qualche minuto di stabilizzazione.
Una differenza fino a mezzo grado è normale e si corregge con un offset nel controllore.
Una differenza di più gradi indica un problema: sonda sbagliata, posizione sbagliata, collegamento difettoso.
Le sonde senza fili si controllano anche per il segnale e la batteria: una sonda con segnale debole in cantiere sarà peggio con i mobili in casa.
La sonda di mandata merita un’attenzione in più: deve essere a contatto con il tubo, con pasta termica, e isolata. Una sonda a contatto non isolata legge due o tre gradi in meno, e la regolazione climatica ne risente per sempre.
Fase 4: prove delle zone
Ora si prova l’impianto come sistema, una zona alla volta.
Si forza la chiamata della zona, dal controllore o alzando il setpoint.
Si verifica che si apra la testina giusta, e solo quella.
Si verifica che parta la pompa del circuito e che arrivi la richiesta al generatore.
Si verifica che la mandata si porti al valore previsto e resti stabile.
Si toglie la chiamata e si verifica che tutto si fermi, con i ritardi previsti.
Poi si provano le sicurezze: il termostato di sicurezza della mandata, abbassandone la soglia, l’antigelo, gli interblocchi tra caldo e freddo se l’impianto raffresca. Una sicurezza mai provata è una sicurezza che non si sa se funziona.
Infine si provano i casi limite: tutte le zone insieme, nessuna zona, una sonda scollegata. Il controllore deve reagire in modo sicuro e mandare un avviso.
Fase 5: consegna
La consegna non è un dettaglio burocratico: è il momento in cui l’impianto passa al cliente.
Si impostano i programmi delle zone con il cliente, secondo le sue abitudini, e la curva climatica di partenza.
Si mostra l’app: come si cambia una temperatura, come si passa da Comfort a Eco, dove si vedono i consumi.
Si consegnano le credenziali, personali, e l’elenco degli accessi, come previsto dalle regole minime di sicurezza.
Si consegnano lo schema aggiornato, una copia resta nel quadro, e l’esportazione della configurazione.
Si firma il verbale, con l’esito di ogni prova.
Gli errori più frequenti
Nella nostra esperienza, quattro errori ricorrono più degli altri durante le messe in servizio.
Zone scambiate tra collettore e sonde, scoperte solo quando il cliente si lamenta che la camera si scalda quando alza il soggiorno.
Offset delle sonde dimenticati, che fanno lavorare tutto l’impianto mezzo grado più caldo del necessario.
Sicurezze non provate, perché “sono nuove e funzionano”.
Verbale non compilato, che lascia il cliente e il prossimo installatore senza traccia di cosa è stato verificato.
Tutti e quattro si evitano con la checklist, compilata davvero e non a memoria.
Dopo la consegna
La checklist finisce con un appuntamento: un controllo dopo due o tre settimane, sui grafici. È il momento in cui si sistemano curva, isteresi e programmi con i dati reali, e in cui il cliente fa le domande che il giorno della consegna non sapeva di avere.