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Da termostato stand-alone a impianto connesso in un giorno: la configurazione A0

Molti impianti hanno già un termostato in ogni stanza, ma nessuno li coordina. Con la configurazione A0 si tengono i termostati e si aggiunge un controllore che gestisce mandata, pompa, generatore e acqua calda. Il lavoro sta in una giornata.

4 marzo 20266 minuti di letturaRead in English

C’è un tipo di impianto che si trova ovunque, dalle villette degli anni Duemila ai piccoli uffici: pavimento radiante, un termostato a filo in ogni stanza, ogni termostato collegato alla testina della sua zona. Funziona, ma ogni stanza fa da sé. La caldaia non sa quante zone chiedono calore, la temperatura di mandata è sempre la stessa, nessuno registra niente.

Passare da una termoregolazione stand-alone a un impianto connesso non richiede di cambiare i termostati. La configurazione A0 di Brick parte proprio da loro: li tiene dove sono e aggiunge un controllore che coordina tutto il resto. In questo articolo raccontiamo la giornata di lavoro, ora per ora.

Arco del sole con sei tappe della giornata di lavoro, dalle 8 alle 17: sopralluogo, quadro, collettore, configurazione, prove e consegna, con il controllore Brick nella casa
Una giornata di lavoro per la configurazione A0, dal sopralluogo alla consegna. Tempi indicativi per un impianto radiante fino a 4 zone.

Il punto di partenza

L’impianto tipo per la A0 ha queste caratteristiche:

  • un circuito radiante con fino a 4 zone, ognuna con il suo termostato a filo;
  • testine sul collettore, comandate direttamente dai termostati;
  • una caldaia o una pompa di calore, con il suo termostato o un contatto di richiesta;
  • spesso una valvola miscelatrice con un regolatore a punto fisso, o termostatica;
  • un bollitore per l’acqua calda sanitaria.

Ogni pezzo funziona. Quello che manca è il coordinamento: la regolazione climatica della mandata, la gestione della richiesta al generatore in base alle zone, la priorità dell’acqua calda, i dati.

Cosa fa la A0

Con la A0 i termostati restano nelle stanze e continuano a fare il loro lavoro: dire se la stanza ha bisogno di calore. Ma invece di comandare direttamente la testina, il loro contatto arriva al controllore. Da lì Brick decide.

  • Apre la testina della zona che chiede, come prima.
  • Accende la pompa del circuito radiante solo se almeno una zona chiede.
  • Regola la mandata con la valvola miscelatrice, seguendo una curva climatica invece di un valore fisso.
  • Manda la richiesta al generatore quando serve, e gestisce la precedenza dell’acqua calda sanitaria.
  • Registra tutto: chiamate delle zone, temperature, ore di funzionamento.

Per chi abita la casa non cambia quasi niente: i termostati sono gli stessi. Cambia come lavora la centrale, e da quel giorno si vedono i dati.

Il materiale

Prima di partire conviene avere tutto in cantiere:

  • il quadro con Brick, protezioni, alimentatori e morsetti, preparato in laboratorio secondo lo schema elettrico della A0;
  • una sonda di mandata a contatto e una sonda esterna;
  • un servomotore per la valvola miscelatrice, se quello esistente non è comandabile;
  • cavo per sonde e cavo per i comandi;
  • lo schema dell’impianto esistente, anche disegnato a mano, con la numerazione delle zone.

Preparare il quadro in laboratorio è la scelta che fa stare il lavoro in una giornata. In cantiere si monta e si collega, non si cabla da zero.

La giornata, ora per ora

Ore 8, sopralluogo e verifiche. Si confronta lo schema con l’impianto reale: quali circuiti vanno a quale zona, dove arrivano i cavi dei termostati, come è collegata la caldaia. Si fotografa tutto prima di toccare niente.

Ore 9, il quadro. Si monta il quadro nel locale tecnico, si porta l’alimentazione protetta, si collegano pompa, valvola miscelatrice e richiesta al generatore. Si montano la sonda di mandata, ben a contatto con il tubo e isolata, e la sonda esterna, sulla facciata nord.

Ore 12, il collettore. Si scollegano le testine dai termostati e si portano al quadro. I cavi dei termostati arrivano agli ingressi di Brick. È il momento in cui l’impianto resta fermo, di solito per un paio d’ore.

Ore 14, la configurazione. Brick con la configurazione A0 ha già la logica pronta: si assegnano ingressi e uscite alle zone, si imposta la curva climatica di partenza, si impostano i limiti di mandata e la priorità dell’acqua calda.

Ore 16, le prove. Una zona alla volta: si forza la chiamata dal termostato e si verifica che si apra la testina giusta, che parta la pompa, che la valvola si muova, che arrivi la richiesta al generatore. Poi si prova l’acqua calda.

Ore 17, la consegna. Si mostra al cliente cosa è cambiato: per lui quasi niente, i termostati sono gli stessi. Si consegnano lo schema aggiornato, le credenziali dell’app e il verbale.

Cosa può andare storto

In una giornata così, i ritardi arrivano quasi sempre dagli stessi punti.

  • Zone etichettate male. Il termostato del soggiorno comanda in realtà il circuito della cucina. Si scopre alle prove, se non lo si è verificato al mattino.
  • Termostati che alimentano le testine a 230 V. Alcuni termostati commutano direttamente la tensione di rete. Il loro contatto va portato a Brick come ingresso adatto, non collegato così com’è: lo schema della A0 indica come.
  • Caldaia senza contatto di richiesta. Alcune caldaie hanno solo un ingresso per il loro cronotermostato, o un bus proprietario. Va verificato prima, sul manuale.
  • Valvola miscelatrice bloccata. Una valvola ferma da anni può non muoversi. Conviene provarla al sopralluogo.

Dopo la consegna

Il lavoro vero di regolazione comincia dopo. Nelle prime due settimane si guardano i grafici: la mandata segue la curva? Le zone arrivano in temperatura? La caldaia fa troppe accensioni? Si corregge la curva come spiegato nell’articolo sulla regolazione climatica, un passo alla volta.

E dopo qualche mese, se il cliente lo desidera, il passaggio successivo è semplice: sostituire i termostati a filo con sonde senza fili e passare alla regolazione dall’app, come nelle configurazioni B. Il controllore e il quadro restano gli stessi. È lo stesso percorso descritto nell’articolo sul rinnovo da uno a otto zone, fatto in due tempi.

Come spiegarlo al cliente

Al cliente conviene raccontarlo così: i termostati restano gli stessi, ma da oggi qualcuno li ascolta tutti insieme. Lo schema stand-alone, con ogni termostato che lavora per conto proprio, diventa un impianto connesso, con i collegamenti verso Brick che coordinano zone, mandata e generatore. È il modo più rapido per far capire cosa cambia davvero, e cosa invece resta com’è.

A0 e A1

La A0 copre fino a 4 zone. Per impianti più grandi, fino a 8 zone, c’è la A1, con la stessa logica. In entrambi i casi, chi conosce già la termoregolazione degli impianti radianti troverà uno schema familiare: cambia solo chi coordina le zone.

Scarica lo schema della A0

Schema di architettura e schema elettrico della configurazione A0, in DWG. Sono il punto di partenza per il tuo quadro.