Blog › Dal quadro al dato

VMC e regolazione: integrare la ventilazione nell’impianto

La ventilazione meccanica controllata è ormai comune nelle case nuove e nelle ristrutturazioni profonde. Spesso però lavora per conto suo, con il suo comando, ignorando cosa fanno riscaldamento e raffrescamento. Integrarla nella regolazione migliora l’aria e riduce i consumi.

12 agosto 20265 minuti di letturaRead in English

La VMC, ventilazione meccanica controllata, ricambia l’aria di casa in modo continuo: estrae l’aria viziata da cucina e bagni e immette aria esterna filtrata nelle camere e nel soggiorno. Nelle macchine con recupero di calore, l’aria in uscita cede gran parte del suo calore a quella in entrata, così il ricambio costa poco in energia.

È un impianto prezioso, soprattutto nelle case ben isolate, dove senza ricambio l’umidità e la CO₂ salgono in fretta. Ma spesso la VMC ha un suo comando a parete, con tre velocità e un programma, e nessuno la coordina con il resto. Vediamo come si integra la regolazione della VMC nell’impianto.

Sezione di una casa con l’unità VMC in alto, frecce azzurre di aria nuova e gialle di aria esausta, una sonda di umidità e una di CO₂ e il controllore Brick collegato all’unità
La VMC dentro la regolazione: aria nuova nelle stanze, aria esausta estratta, sonde di umidità e di CO₂ che decidono la velocità e il by-pass, comandati da Brick.

Cosa fa la VMC, in breve

Un’unità di ventilazione con recupero di calore ha tre parti principali:

  • due ventilatori, uno che immette aria nuova e uno che estrae aria viziata;
  • lo scambiatore di recupero, in cui i due flussi d’aria si incrociano senza mescolarsi, e il calore passa da uno all’altro;
  • i filtri, che puliscono l’aria in ingresso e proteggono lo scambiatore.

Molte macchine hanno anche un by-pass, che fa passare l’aria esterna senza attraversare lo scambiatore: serve d’estate, quando di notte l’aria fuori è più fresca di quella dentro e non conviene scaldarla.

I segnali di comando

Una VMC si può comandare in tre modi, secondo la macchina.

Velocità a gradini. Tre o quattro contatti, uno per velocità, come un fan coil. È il comando più semplice e più diffuso nelle macchine domestiche.

Segnale 0–10 V. La velocità varia in modo continuo. Permette di adattare la portata d’aria al bisogno reale, con meno rumore e meno consumi.

Modbus. Nelle macchine più evolute, il controllore legge temperature, stato dei filtri e allarmi, e scrive velocità, by-pass e modi di funzionamento. È il collegamento più completo, con la mappa dei registri del costruttore come documento chiave, come per le pompe di calore viste nell’articolo sui protocolli.

Umidità e CO₂ come ingressi

Una VMC che gira sempre alla stessa velocità fa troppo poco quando la casa è piena e troppo quando è vuota. Le sonde servono a decidere quanto ventilare.

  • Umidità. In bagno e in cucina l’umidità sale rapidamente con la doccia o la cottura. Una sonda che la misura porta la VMC alla velocità alta per il tempo necessario, poi la riporta al minimo.
  • CO₂. Nelle camere e nel soggiorno, la CO₂ è il miglior indicatore di quante persone ci sono e di quanto l’aria è viziata. Un riferimento pratico molto usato è restare intorno ai 1.000 ppm: sopra si aumenta la ventilazione.

Le sonde di temperatura e umidità Zigbee già usate per le zone, come abbiamo visto nell’articolo sul raffrescamento a pavimento, servono anche alla VMC. Per la CO₂ serve una sonda dedicata.

Estate: by-pass e deumidificazione

D’estate la VMC può aiutare, o peggiorare le cose.

Il by-pass notturno. Quando di notte fuori fa più fresco che dentro, si apre il by-pass e si porta in casa aria fresca senza recuperare il calore. È raffrescamento quasi gratuito.

Di giorno, con l’aria esterna calda e umida, conviene invece ventilare al minimo necessario, con lo scambiatore attivo: l’aria in entrata si raffredda un poco cedendo calore a quella in uscita.

La deumidificazione. Molte VMC hanno un modulo di deumidificazione, a volte con una batteria alimentata dall’acqua fredda dell’impianto. Coordinata con il raffrescamento a pavimento, permette di abbassare il punto di rugiada e quindi di raffrescare di più senza condensa.

Inverno: antigelo e comfort

D’inverno la VMC recupera calore, ma con temperature esterne molto basse lo scambiatore può ghiacciare. Le macchine hanno una protezione antigelo, che riduce la portata o preriscalda l’aria in ingresso. Il controllore deve saperlo, per non interpretare la riduzione di portata come un guasto.

Per il comfort conta anche dove arriva l’aria: un’immissione fredda sopra un letto è fastidiosa. Una regolazione che conosce le temperature di ogni stanza può ridurre la ventilazione nelle camere quando la temperatura è già al limite basso, e aumentarla nel soggiorno quando è affollato.

I filtri

I filtri sporchi riducono la portata, aumentano il consumo dei ventilatori e, alla lunga, peggiorano l’aria. Molte macchine segnalano lo stato dei filtri, con un contatto o un registro Modbus. Altre no, e allora si usa un contatore delle ore di funzionamento con un avviso a scadenza.

In entrambi i casi conviene portare l’avviso nel controllore, insieme agli altri, perché arrivi a chi si occupa della manutenzione.

Gli errori più comuni

  • VMC sempre alla velocità alta perché “più aria è meglio”: d’inverno porta via calore e secca l’aria, d’estate porta dentro umidità.
  • VMC spenta perché fa rumore o perché il cliente non ha capito a cosa serve. In una casa molto isolata, senza ventilazione, l’umidità crea muffa in poche settimane.
  • By-pass mai usato, o lasciato aperto anche d’inverno.

Un esempio di logica

Per una casa con VMC, pavimento radiante e raffrescamento, una logica ragionevole è questa:

  1. velocità minima di base, sempre attiva;
  2. velocità media se la CO₂ in soggiorno o nelle camere supera la soglia;
  3. velocità alta per venti minuti se l’umidità in bagno sale bruscamente;
  4. by-pass aperto d’estate di notte, se fuori fa più fresco che dentro di almeno due gradi;
  5. deumidificazione attiva se il punto di rugiada limita il raffrescamento del pavimento;
  6. avviso per i filtri e per gli allarmi della macchina.

Sono poche righe in un flusso Node-RED, e cambiano molto il modo in cui la casa respira.

VMC e Brick

Tutte le configurazioni Brick, oltre a generatori, pompe, zone e acqua calda sanitaria, possono gestire la ventilazione meccanica controllata. Il controllore la coordina con il riscaldamento e il raffrescamento, usa le stesse sonde delle zone e registra i dati in Grafana. Per gli impianti con fan coil, la logica si integra con quella descritta nell’articolo sui fan coil: la VMC porta l’aria nuova, il fan coil la tratta.

Configurazioni con la VMC

Tutte le configurazioni Brick possono gestire anche la ventilazione meccanica controllata. Prova il configuratore o mandaci lo schema del tuo impianto.