

Il pavimento radiante può raffrescare d’estate, ed è un modo silenzioso e confortevole di farlo. Al Sud, però, l’aria è calda e umida, e un pavimento troppo freddo si bagna. Il segreto è un numero: il punto di rugiada.
Il raffrescamento a pavimento è una delle soluzioni più piacevoli per l’estate: nessuna corrente d’aria, nessun rumore, una sensazione di fresco uniforme che parte dal basso. Con una pompa di calore reversibile, lo stesso impianto che scalda d’inverno raffresca d’estate.
Al Sud, però, c’è un nemico: l’umidità. A Bari o a Lecce, in luglio, l’aria è calda e carica di vapore. Se il pavimento diventa più freddo di una certa soglia, il vapore si condensa sulla superficie, come sul vetro di un bicchiere ghiacciato. Il pavimento si bagna, diventa scivoloso, e con il tempo si rovinano parquet e collanti. Vediamo come si evita, con la regolazione giusta.

L’aria contiene vapore acqueo, e più è calda più ne può contenere. L’umidità relativa dice quanto vapore c’è rispetto al massimo possibile a quella temperatura.
Quando l’aria tocca una superficie fredda si raffredda. Se scende sotto una certa temperatura non riesce più a trattenere tutto il vapore, e una parte si deposita come acqua. Quella temperatura si chiama punto di rugiada, e dipende da due cose: la temperatura dell’aria e la sua umidità.
Per il raffrescamento a pavimento la regola è una sola: la superficie del pavimento deve restare sempre più calda del punto di rugiada dell’aria della stanza, con un margine.
Prendiamo una stanza a 26 °C con il 60% di umidità relativa, una condizione comune in una casa del Sud in estate. Il punto di rugiada è di circa 17,6 °C.
Vuol dire che qualunque superficie sotto i 17,6 °C, in quella stanza, si bagna. Se la mandata dell’impianto arriva a 16 °C, i tubi e il pavimento sopra di loro andranno sotto quella soglia. Se la mandata resta sopra i 19 °C, con un margine di circa un grado e mezzo, il pavimento resta asciutto.
Ma l’umidità cambia: se in casa si cucina, si fa la doccia o entrano molte persone, il 60% diventa 70%, e il punto di rugiada sale a circa 20 °C. Per questo il limite non può essere fisso: va calcolato di continuo.
La soluzione è misurare. In ogni zona raffrescata, o almeno nelle stanze più a rischio come cucina e bagni, serve una sonda di temperatura e umidità. Il controllore calcola il punto di rugiada di ogni stanza, prende il più alto e fissa la mandata minima un margine sopra di lui, di solito da uno a due gradi.
In pratica la temperatura di mandata in raffrescamento è decisa da due regole insieme:
Vince sempre la seconda. Se il limite è più alto di quello che servirebbe per il comfort, la stanza sarà un po’ meno fresca, ma asciutta.
A queste si aggiunge spesso una sicurezza indipendente: un sensore di condensa a contatto sul tubo di mandata, che ferma il raffrescamento se rileva umidità sulla superficie.
Se il limite di condensa impedisce al pavimento di raffrescare abbastanza, la soluzione non è abbassare la mandata: è togliere umidità all’aria. Meno umidità vuol dire punto di rugiada più basso, e quindi mandata più fresca senza rischi.
Ci sono due modi.
In entrambi i casi conviene che li comandi lo stesso controllore che regola il pavimento: si accendono quando l’umidità sale e quando il limite di condensa sta frenando il raffrescamento.
Un pavimento radiante raffresca meno di quanto scalda. Con le temperature di mandata consentite dal punto di rugiada, la potenza in raffrescamento è indicativamente tra 30 e 40 watt per metro quadro, e anche la temperatura superficiale non può scendere troppo, per il comfort dei piedi.
Nelle stanze con molte vetrate esposte a ovest, o in giornate molto calde, può non bastare. In quei casi il pavimento fa la base e un fan coil interviene per le punte e per deumidificare, come abbiamo visto nell’articolo sui fan coil. È la combinazione più efficace al Sud.
Il passaggio dal riscaldamento al raffrescamento va gestito con attenzione:
Nelle configurazioni Brick le sonde Zigbee di temperatura e umidità misurano ogni zona, e il controllore calcola di continuo il punto di rugiada. La mandata in raffrescamento segue la sua curva, ma non scende mai sotto il limite, che si aggiorna a ogni lettura. Se l’umidità sale troppo, si attivano deumidificazione o VMC, se presenti, e parte un avviso.
Tutto si vede nei grafici di Grafana: temperatura, umidità, punto di rugiada e mandata sulla stessa linea del tempo. È il modo più semplice per capire, nelle prime settimane d’estate, se il margine è giusto o se si può ridurre.
Il raffrescamento a pavimento funziona benissimo anche al Sud, a una condizione: che la regolazione conosca l’umidità di ogni stanza, e non solo la temperatura. Senza sonde di umidità, il raffrescamento radiante non andrebbe proprio attivato. È il complemento estivo di quanto abbiamo scritto nella guida alla termoregolazione degli impianti radianti.
Le configurazioni Brick gestiscono riscaldamento e raffrescamento, con sonde di umidità Zigbee e limite della mandata calcolato sul punto di rugiada.