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Raffrescamento a pavimento al Sud: come evitare la condensa

Il pavimento radiante può raffrescare d’estate, ed è un modo silenzioso e confortevole di farlo. Al Sud, però, l’aria è calda e umida, e un pavimento troppo freddo si bagna. Il segreto è un numero: il punto di rugiada.

17 giugno 20266 minuti di letturaRead in English

Il raffrescamento a pavimento è una delle soluzioni più piacevoli per l’estate: nessuna corrente d’aria, nessun rumore, una sensazione di fresco uniforme che parte dal basso. Con una pompa di calore reversibile, lo stesso impianto che scalda d’inverno raffresca d’estate.

Al Sud, però, c’è un nemico: l’umidità. A Bari o a Lecce, in luglio, l’aria è calda e carica di vapore. Se il pavimento diventa più freddo di una certa soglia, il vapore si condensa sulla superficie, come sul vetro di un bicchiere ghiacciato. Il pavimento si bagna, diventa scivoloso, e con il tempo si rovinano parquet e collanti. Vediamo come si evita, con la regolazione giusta.

Sezione di una casa d’estate sotto il sole, con l’interno a 26 gradi e 60% di umidità, il punto di rugiada a 17,6 gradi in rosso, una goccia d’acqua e la sonda di temperatura e umidità
Un esempio di luglio: con l’aria interna a 26 °C e il 60% di umidità il punto di rugiada è di circa 17,6 °C. La mandata non deve scendere sotto i 19 °C, con un margine di sicurezza.

Perché si forma la condensa

L’aria contiene vapore acqueo, e più è calda più ne può contenere. L’umidità relativa dice quanto vapore c’è rispetto al massimo possibile a quella temperatura.

Quando l’aria tocca una superficie fredda si raffredda. Se scende sotto una certa temperatura non riesce più a trattenere tutto il vapore, e una parte si deposita come acqua. Quella temperatura si chiama punto di rugiada, e dipende da due cose: la temperatura dell’aria e la sua umidità.

Per il raffrescamento a pavimento la regola è una sola: la superficie del pavimento deve restare sempre più calda del punto di rugiada dell’aria della stanza, con un margine.

Un esempio a Bari, in luglio

Prendiamo una stanza a 26 °C con il 60% di umidità relativa, una condizione comune in una casa del Sud in estate. Il punto di rugiada è di circa 17,6 °C.

Vuol dire che qualunque superficie sotto i 17,6 °C, in quella stanza, si bagna. Se la mandata dell’impianto arriva a 16 °C, i tubi e il pavimento sopra di loro andranno sotto quella soglia. Se la mandata resta sopra i 19 °C, con un margine di circa un grado e mezzo, il pavimento resta asciutto.

Ma l’umidità cambia: se in casa si cucina, si fa la doccia o entrano molte persone, il 60% diventa 70%, e il punto di rugiada sale a circa 20 °C. Per questo il limite non può essere fisso: va calcolato di continuo.

Sonde di umidità e limite della mandata

La soluzione è misurare. In ogni zona raffrescata, o almeno nelle stanze più a rischio come cucina e bagni, serve una sonda di temperatura e umidità. Il controllore calcola il punto di rugiada di ogni stanza, prende il più alto e fissa la mandata minima un margine sopra di lui, di solito da uno a due gradi.

In pratica la temperatura di mandata in raffrescamento è decisa da due regole insieme:

  1. la curva di raffrescamento, che abbassa la mandata quando fuori fa più caldo;
  2. il limite di sicurezza, che non la fa mai scendere sotto il punto di rugiada più il margine.

Vince sempre la seconda. Se il limite è più alto di quello che servirebbe per il comfort, la stanza sarà un po’ meno fresca, ma asciutta.

A queste si aggiunge spesso una sicurezza indipendente: un sensore di condensa a contatto sul tubo di mandata, che ferma il raffrescamento se rileva umidità sulla superficie.

Deumidificatori e VMC

Se il limite di condensa impedisce al pavimento di raffrescare abbastanza, la soluzione non è abbassare la mandata: è togliere umidità all’aria. Meno umidità vuol dire punto di rugiada più basso, e quindi mandata più fresca senza rischi.

Ci sono due modi.

  • Deumidificatori, spesso da incasso a parete o a soffitto, che lavorano insieme all’impianto radiante.
  • Ventilazione meccanica controllata con deumidificazione, che rinnova l’aria e la asciuga.

In entrambi i casi conviene che li comandi lo stesso controllore che regola il pavimento: si accendono quando l’umidità sale e quando il limite di condensa sta frenando il raffrescamento.

Quanto può raffrescare un pavimento

Un pavimento radiante raffresca meno di quanto scalda. Con le temperature di mandata consentite dal punto di rugiada, la potenza in raffrescamento è indicativamente tra 30 e 40 watt per metro quadro, e anche la temperatura superficiale non può scendere troppo, per il comfort dei piedi.

Nelle stanze con molte vetrate esposte a ovest, o in giornate molto calde, può non bastare. In quei casi il pavimento fa la base e un fan coil interviene per le punte e per deumidificare, come abbiamo visto nell’articolo sui fan coil. È la combinazione più efficace al Sud.

Errori da evitare

  • Raffrescare senza sonde di umidità, con un limite di mandata fisso “che di solito basta”. Basta finché non arriva la prima giornata di scirocco.
  • Una sola sonda per tutta la casa, magari in soggiorno. La cucina e il bagno hanno umidità molto più alte, e sono le stanze dove la condensa compare per prima.
  • Finestre aperte con il raffrescamento acceso. L’aria esterna umida entra e porta su il punto di rugiada. Un contatto sulla finestra, o almeno un avviso, aiuta.

Il cambio di stagione

Il passaggio dal riscaldamento al raffrescamento va gestito con attenzione:

  • non si raffresca e riscalda nello stesso giorno: una zona neutra di alcuni giorni evita oscillazioni nelle mezze stagioni;
  • le sonde di umidità vanno controllate prima dell’estate, perché una sonda che legge l’umidità troppo bassa toglie la protezione;
  • con una pompa di calore, il cambio di modo si fa sulla macchina o via Modbus, come descritto nell’articolo sulla pompa di calore.

Impostazione in Brick

Nelle configurazioni Brick le sonde Zigbee di temperatura e umidità misurano ogni zona, e il controllore calcola di continuo il punto di rugiada. La mandata in raffrescamento segue la sua curva, ma non scende mai sotto il limite, che si aggiorna a ogni lettura. Se l’umidità sale troppo, si attivano deumidificazione o VMC, se presenti, e parte un avviso.

Tutto si vede nei grafici di Grafana: temperatura, umidità, punto di rugiada e mandata sulla stessa linea del tempo. È il modo più semplice per capire, nelle prime settimane d’estate, se il margine è giusto o se si può ridurre.

La regola da ricordare

Il raffrescamento a pavimento funziona benissimo anche al Sud, a una condizione: che la regolazione conosca l’umidità di ogni stanza, e non solo la temperatura. Senza sonde di umidità, il raffrescamento radiante non andrebbe proprio attivato. È il complemento estivo di quanto abbiamo scritto nella guida alla termoregolazione degli impianti radianti.

Configurazioni per caldo e freddo

Le configurazioni Brick gestiscono riscaldamento e raffrescamento, con sonde di umidità Zigbee e limite della mandata calcolato sul punto di rugiada.