

Molti installatori conoscono bene gli impianti termici e poco Home Assistant. Molti appassionati di Home Assistant conoscono poco gli impianti. Il percorso per diventare installatore Brick serve a unire le due cose, senza diventare programmatori.
Negli ultimi anni Home Assistant è diventato il software di domotica open source più diffuso al mondo, e sempre più clienti lo chiedono per nome. Chi fa l’installatore termotecnico o elettrico se lo trova davanti sempre più spesso: un cliente che lo usa già a casa, un progettista che lo indica in un capitolato, un integratore che propone di usarlo per un ufficio.
Diventare installatore di Home Assistant, però, non vuol dire imparare a programmare. Vuol dire saper portare un software molto potente dentro un impianto vero, con le regole degli impianti veri. È il percorso che proponiamo agli installatori che vogliono lavorare con Brick.

Il percorso è pensato per tre profili.
Non servono competenze di programmazione. Serve conoscere gli impianti, o voler imparare la parte che manca.
La formazione copre tre aree.
Il sistema. Come è fatto Brick, quali ingressi e uscite ha, come si monta nel quadro, come si collegano sonde, testine, pompe, valvole e generatori. È la parte che chi monta quadri impara in fretta, come abbiamo descritto nell’articolo su Brick nel quadro elettrico.
Il software. Le basi di Home Assistant e di Node-RED che servono davvero in un impianto termico: entità, dashboard, flussi, programmi, utenti, backup. Non tutto Home Assistant: la parte che serve per regolare e mantenere un impianto.
Le configurazioni. Come si sceglie la configurazione giusta per un impianto, come si adatta lo schema, come si personalizzano zone e programmi, come si imposta la curva climatica.
Chi installa Brick lavora con una documentazione pensata per il cantiere:
Sono documenti aperti, che l’installatore può usare, modificare e consegnare al cliente.
Il primo impianto è quello in cui si impara di più, e in cui un aiuto vale di più. Per questo il primo impianto di un nuovo installatore si prepara insieme: scelta della configurazione, verifica dello schema, preparazione del quadro, e supporto tecnico durante la messa in servizio.
Un buon primo impianto è un rinnovo semplice: una casa o un piccolo ufficio, un pavimento radiante, fino a quattro zone. La configurazione A0 è spesso la scelta migliore per cominciare, perché parte dai termostati esistenti e si completa in una giornata.
Dopo i primi impianti, l’installatore lavora in autonomia con i propri clienti: progetta, installa, consegna, fa la manutenzione. Il supporto tecnico resta disponibile per i casi difficili e per le configurazioni su misura.
Due cose non ci sono, e non ci saranno: esclusive territoriali e vincoli di marchio. Un installatore Brick può lavorare dove vuole, con i componenti che preferisce, e un cliente può sempre scegliere un altro installatore. È la stessa libertà che chiediamo per i clienti, e che abbiamo descritto nell’articolo sull’installatore autorizzato.
Un termotecnico con un’impresa di tre persone segue soprattutto villette e piccoli condomini. Conosce bene caldaie, pompe di calore e pavimenti radianti, ha usato regolatori di diversi marchi, non ha mai aperto Home Assistant.
Dopo la formazione sceglie come primo impianto la casa di un cliente storico: pavimento radiante a quattro zone, termostati a filo funzionanti, caldaia a condensazione. Prepara il quadro in officina con lo schema della A0, lo verifica con noi, lo monta in una giornata. Durante la messa in servizio ha un riferimento tecnico al telefono.
Al secondo impianto cambia configurazione: un rinnovo con sonde Zigbee e regolazione dall’app. Al quinto propone al cliente anche il monitoraggio dei consumi della pompa di calore. Non è diventato un informatico: ha aggiunto una competenza al suo mestiere.
Lavorare con un sistema aperto ha vantaggi concreti anche per chi installa.
Devo saper programmare? No. Le configurazioni pronte coprono i casi più comuni. Le personalizzazioni si fanno con gli strumenti visuali di Node-RED, e si imparano con la pratica.
Devo comprare un kit o un numero minimo di prodotti? No. Si parte dal primo impianto.
E se il cliente vuole un impianto non standard? Si parte dalla configurazione più vicina e la si adatta, oppure si progetta una soluzione su misura insieme a noi.
Chi risponde dell’impianto? L’installatore, come per qualsiasi impianto. La documentazione e le checklist servono proprio a lasciare traccia di come è stato fatto, come abbiamo scritto parlando di Home Assistant in un impianto professionale.
Il primo passo è semplice: scriverci, raccontare che lavoro si fa e quali impianti si seguono. Da lì si organizzano la formazione e il primo impianto, con i tempi del cantiere e non con quelli di un programma commerciale.
Raccontaci che lavoro fai e che impianti segui: ti diciamo quando parte la prossima formazione e come organizzare il tuo primo impianto con Brick.