

Home Assistant gira su quasi tutto, ma un impianto termico ha bisogno di un controllore che stia nel quadro come gli altri componenti: fissato, alimentato, protetto, con morsetti al posto dei cavi volanti. Ecco cosa serve, e come lo abbiamo risolto in Brick.
Chi ha provato a usare Home Assistant su guida DIN, dentro un quadro elettrico vero di un impianto termico, conosce bene il problema. Il software è pronto per l’impianto, l’hardware di solito no. Una scheda pensata per la scrivania va adattata con supporti, alimentatori, schede di espansione e cavi, e il risultato è un quadro che solo chi l’ha fatto sa leggere.
Brick nasce proprio per risolvere questo problema, partendo dal quadro. In questo articolo vediamo cosa chiede un quadro di termoregolazione a un controllore, e come lo abbiamo tradotto in hardware.

Un quadro di termoregolazione non è un mobile in cui appoggiare apparecchi. È un insieme di componenti montati, protetti e collegati secondo regole precise, che deve funzionare per molti anni in un locale tecnico spesso caldo, polveroso, con disturbi elettrici. A un controllore chiede cinque cose.
Il montaggio. Tutto si fissa sulla guida DIN, la barra metallica standard dei quadri. Un componente che non si monta sulla guida richiede staffe e adattamenti, e non si sostituisce in fretta.
L’alimentazione. Dal quadro, con le sue protezioni, non da un alimentatore da presa. Meglio se a bassa tensione, separata dalla rete, come gli altri dispositivi di comando.
Gli ingressi e le uscite. Una centrale termica ha sonde di temperatura, contatti di stato, contatori, testine, pompe, valvole modulanti. Servono ingressi e uscite adatti a ciascuno, non pin di una scheda da adattare con moduli aggiuntivi.
I morsetti. Ogni filo arriva a un morsetto numerato, come nello schema. Chi apre il quadro dopo cinque anni deve poter seguire un cavo senza indovinare.
La robustezza. Temperature di esercizio adatte a un locale tecnico, una memoria che regge anni di registrazioni continue, una ripartenza automatica dopo un’interruzione di corrente.
Brick è progettato attorno a queste richieste.
Sopra l’hardware ci sono le configurazioni pronte per impianti radianti e fan coil, con schemi elettrici che indicano dove va ogni filo.
Un quadro con Brick si organizza come un qualsiasi quadro di termoregolazione, su più file di guida.
Lo spazio di riserva conta: lasciare almeno un quinto della guida libera permette di aggiungere un modulo o una protezione senza rifare il quadro. Due regole di cablaggio contano più delle altre. I cavi delle sonde e dei bus, come l’RS-485 per il Modbus, corrono separati da quelli di potenza, per evitare disturbi. E l’antenna del coordinatore Zigbee, se serve, va portata fuori dal quadro metallico, che altrimenti scherma il segnale.
In molti impianti, soprattutto negli edifici non residenziali, serve poter vedere lo stato dell’impianto senza un telefono: il manutentore che entra in centrale, il custode di una scuola, il personale di un albergo. Brick-HMI risponde a questa esigenza. Mostra zone, temperature, allarmi, e permette i comandi essenziali, direttamente sul posto.
Avere un pannello sul quadro ha anche un vantaggio di sicurezza: le funzioni di servizio si possono lasciare solo lì, e non nell’app, così chi è fuori sede vede tutto ma non può cambiare i parametri critici.
Esistono anche altre strade per portare Home Assistant in un quadro. Alcuni produttori, anche italiani ed europei, offrono schede industriali da guida DIN basate su Raspberry Pi, con ingressi e uscite protetti: sono ottimi componenti, pensati soprattutto per integratori e sviluppatori che costruiscono il proprio sistema. Poi ci sono le soluzioni fatte in casa, con una scheda in una scatola e moduli aggiuntivi.
La differenza di Brick non sta tanto nell’hardware quanto in quello che gli sta sopra: configurazioni già provate per la termoregolazione, schemi elettrici disegnati, l’esperienza di chi mette in servizio impianti termici da vent’anni. Chi vuole costruire tutto da sé può partire da Brick Raw, il solo hardware; chi vuole un impianto che funziona dal primo giorno parte da una configurazione.
Un controllore nel quadro deve sopravvivere alle situazioni normali di un impianto: un’interruzione di corrente, un disturbo, un aggiornamento. Tre accorgimenti aiutano.
Sono, in sostanza, i principi che abbiamo descritto parlando di Home Assistant in un impianto professionale, tradotti nel quadro.
Brick si installa come qualsiasi componente di un quadro di termoregolazione: un elettricista o un termotecnico con esperienza di quadri non ha bisogno di competenze informatiche per montarlo e cablarlo. La configurazione software si fa con gli strumenti di Home Assistant e Node-RED, o si riceve già pronta. Per l’organizzazione complessiva del quadro e della centrale vale quanto descritto nella guida alla termoregolazione degli impianti radianti.
Ingressi, uscite, alimentazione e dimensioni del controllore, del modulo di espansione e del pannello Brick-HMI.