

Non serve essere tecnici per leggere i grafici del proprio impianto. Tre forme ricorrenti, riconoscibili a colpo d’occhio, segnalano gran parte dei problemi che fanno consumare di più. Ecco quali sono e cosa fare.
Molti impianti oggi registrano i loro dati, e molti proprietari hanno accesso a una dashboard dei consumi energetici. Pochi la guardano dopo la prima settimana. Il motivo è semplice: un grafico pieno di linee non dice niente se non si sa cosa cercare.
La buona notizia è che non serve leggere tutto. Gran parte dei problemi che fanno consumare di più un impianto di riscaldamento si riconoscono da tre forme ricorrenti. In questo articolo le descriviamo una per una, con le cause più probabili e cosa fare. Sono pensate per chi gestisce un edificio, non per chi lo ha progettato.

Per riconoscere le tre anomalie servono tre grafici, che quasi ogni sistema di monitoraggio offre:
Conviene guardarli in una giornata normale, non durante una festa o con le finestre aperte per le pulizie. E conviene avere accanto la temperatura esterna: un consumo alto in una notte a zero gradi non è un’anomalia.
Cosa si vede. Nel grafico del consumo orario le ore notturne sono alte quanto quelle diurne, o quasi. Non c’è la “valle” che ci si aspetta quando tutti dormono e l’impianto lavora in attenuazione.
Cosa vuol dire. L’attenuazione notturna non c’è, o non funziona. L’impianto mantiene la temperatura di giorno anche di notte.
Le cause più comuni.
Cosa fare. Controllare i programmi zona per zona, e verificare quali richieste arrivano al generatore di notte. Con un pavimento radiante l’attenuazione deve essere moderata, due o tre gradi, ma deve esserci.
Cosa si vede. Nel grafico dello stato del generatore la linea va su e giù di continuo: decine di accensioni al giorno, ognuna di pochi minuti. Il grafico sembra un pettine.
Cosa vuol dire. Il generatore lavora in cicli brevi. Ogni accensione ha un costo: consuma di più all’avvio, rende meno, si usura prima.
Le cause più comuni.
Cosa fare. Abbassare la curva climatica, se c’è, come spiegato nell’articolo sulla regolazione climatica. Allargare l’isteresi e impostare un tempo minimo di funzionamento. Se il problema resta, il generatore è probabilmente sovradimensionato: vale la pena parlarne con l’installatore alla prossima manutenzione.
Cosa si vede. Nel grafico di una zona la temperatura sale, ma si ferma sotto il setpoint e lì resta, per ore. Le altre zone invece arrivano in temperatura.
Cosa vuol dire. Quella zona chiede calore e non lo riceve, o non abbastanza. Nel frattempo il generatore lavora per lei, spesso a temperatura più alta del necessario.
Le cause più comuni.
Cosa fare. Prima la verifica più semplice: toccare il collettore e sentire se il circuito di quella zona si scalda quando la zona chiede. Poi controllare la posizione della sonda. Se tutto è in ordine, il problema è nella stanza, e i dati sono utili per decidere un intervento.
C’è un’ultima anomalia che non si vede in un giorno ma in un mese: il consumo diviso per i gradi giorno che cresce lentamente, settimana dopo settimana. Vuol dire che l’impianto rende sempre meno: un filtro sporco, una valvola che non chiude più bene, una regolazione cambiata e dimenticata. Si vede solo confrontando i periodi, come abbiamo descritto nell’articolo sulle sei misure di una centrale termica.
Imparare a riconoscere i problemi vuol dire anche imparare a non vederne dove non ci sono. Alcune forme sembrano strane ma sono normali.
Prima di intervenire conviene sempre chiedersi se c’è una spiegazione semplice.
Una volta impostato tutto, bastano pochi minuti alla settimana nella stagione di riscaldamento. Un buon ritmo è questo:
Le tre anomalie si possono anche trasformare in avvisi automatici: una zona che chiede calore da più di tre ore, troppe accensioni in un giorno, un consumo notturno superiore a una soglia. Nel flusso Node-RED per le zone abbiamo mostrato come si costruisce il primo, e nella dashboard Grafana per la centrale termica come si visualizzano gli altri.
Gli avvisi non sostituiscono lo sguardo umano, ma fanno in modo che il grafico venga aperto quando serve. Ed è lì che un impianto che consuma troppo diventa un impianto che consuma il giusto.
Se hai un impianto Brick, o un impianto che registra già i consumi, mandaci un estratto dei dati: ti diciamo cosa vediamo.