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Leggere un grafico dei consumi: tre anomalie che si vedono subito

Non serve essere tecnici per leggere i grafici del proprio impianto. Tre forme ricorrenti, riconoscibili a colpo d’occhio, segnalano gran parte dei problemi che fanno consumare di più. Ecco quali sono e cosa fare.

27 maggio 20266 minuti di letturaRead in English

Molti impianti oggi registrano i loro dati, e molti proprietari hanno accesso a una dashboard dei consumi energetici. Pochi la guardano dopo la prima settimana. Il motivo è semplice: un grafico pieno di linee non dice niente se non si sa cosa cercare.

La buona notizia è che non serve leggere tutto. Gran parte dei problemi che fanno consumare di più un impianto di riscaldamento si riconoscono da tre forme ricorrenti. In questo articolo le descriviamo una per una, con le cause più probabili e cosa fare. Sono pensate per chi gestisce un edificio, non per chi lo ha progettato.

Tre piccoli grafici affiancati con le anomalie: consumo piatto di notte, una linea a gradini fitti di accensioni e spegnimenti, una temperatura che si ferma sotto la linea rossa del setpoint
Tre anomalie tipiche in un grafico dei consumi: il consumo che non scende di notte, le accensioni troppo frequenti, una zona che non arriva mai in temperatura. Dati d’esempio.

Prima di cominciare: cosa guardare

Per riconoscere le tre anomalie servono tre grafici, che quasi ogni sistema di monitoraggio offre:

  • il consumo orario del generatore, gas o energia elettrica, nelle ultime 24 ore o nell’ultima settimana;
  • lo stato del generatore, acceso o spento, nello stesso periodo;
  • la temperatura di ogni zona con il suo setpoint, cioè la temperatura desiderata.

Conviene guardarli in una giornata normale, non durante una festa o con le finestre aperte per le pulizie. E conviene avere accanto la temperatura esterna: un consumo alto in una notte a zero gradi non è un’anomalia.

Anomalia 1: il consumo non scende di notte

Cosa si vede. Nel grafico del consumo orario le ore notturne sono alte quanto quelle diurne, o quasi. Non c’è la “valle” che ci si aspetta quando tutti dormono e l’impianto lavora in attenuazione.

Cosa vuol dire. L’attenuazione notturna non c’è, o non funziona. L’impianto mantiene la temperatura di giorno anche di notte.

Le cause più comuni.

  • I programmi orari delle zone non prevedono l’attenuazione, o sono stati messi tutti su Comfort “per non sbagliare”.
  • Una zona è rimasta in regime manuale dopo una modifica.
  • Il generatore riceve una richiesta da qualcos’altro, per esempio il ricircolo dell’acqua calda sanitaria che lavora tutta la notte.

Cosa fare. Controllare i programmi zona per zona, e verificare quali richieste arrivano al generatore di notte. Con un pavimento radiante l’attenuazione deve essere moderata, due o tre gradi, ma deve esserci.

Anomalia 2: le accensioni sono troppe

Cosa si vede. Nel grafico dello stato del generatore la linea va su e giù di continuo: decine di accensioni al giorno, ognuna di pochi minuti. Il grafico sembra un pettine.

Cosa vuol dire. Il generatore lavora in cicli brevi. Ogni accensione ha un costo: consuma di più all’avvio, rende meno, si usura prima.

Le cause più comuni.

  • Il generatore è troppo potente per l’edificio, e raggiunge la temperatura in pochi minuti.
  • La differenza tra la temperatura di accensione e quella di spegnimento, l’isteresi, è troppo piccola.
  • La temperatura di mandata è troppo alta rispetto al bisogno, e il generatore la raggiunge subito.

Cosa fare. Abbassare la curva climatica, se c’è, come spiegato nell’articolo sulla regolazione climatica. Allargare l’isteresi e impostare un tempo minimo di funzionamento. Se il problema resta, il generatore è probabilmente sovradimensionato: vale la pena parlarne con l’installatore alla prossima manutenzione.

Anomalia 3: una zona non arriva in temperatura

Cosa si vede. Nel grafico di una zona la temperatura sale, ma si ferma sotto il setpoint e lì resta, per ore. Le altre zone invece arrivano in temperatura.

Cosa vuol dire. Quella zona chiede calore e non lo riceve, o non abbastanza. Nel frattempo il generatore lavora per lei, spesso a temperatura più alta del necessario.

Le cause più comuni.

  • La testina della zona è guasta o bloccata.
  • Il circuito della zona è chiuso sul collettore, o ha aria.
  • La sonda è in una posizione sbagliata, per esempio vicino a una finestra o su una parete fredda, e legge meno della temperatura reale.
  • La stanza ha un fabbisogno maggiore del previsto: una parete esposta, un infisso vecchio.

Cosa fare. Prima la verifica più semplice: toccare il collettore e sentire se il circuito di quella zona si scalda quando la zona chiede. Poi controllare la posizione della sonda. Se tutto è in ordine, il problema è nella stanza, e i dati sono utili per decidere un intervento.

Una quarta forma da conoscere: il consumo che cresce

C’è un’ultima anomalia che non si vede in un giorno ma in un mese: il consumo diviso per i gradi giorno che cresce lentamente, settimana dopo settimana. Vuol dire che l’impianto rende sempre meno: un filtro sporco, una valvola che non chiude più bene, una regolazione cambiata e dimenticata. Si vede solo confrontando i periodi, come abbiamo descritto nell’articolo sulle sei misure di una centrale termica.

Cosa non è un’anomalia

Imparare a riconoscere i problemi vuol dire anche imparare a non vederne dove non ci sono. Alcune forme sembrano strane ma sono normali.

  • Un picco al mattino. Dopo l’attenuazione notturna l’impianto lavora di più per riportare le stanze in temperatura. Un picco breve è normale; un picco che dura fino a mezzogiorno indica un’attenuazione troppo profonda.
  • Una zona che sta sopra il setpoint nel pomeriggio. Se la stanza è esposta a ovest, il sole la scalda gratis. L’impianto è fermo, ed è giusto così.
  • Consumi diversi in giorni con la stessa temperatura esterna. Vento, nuvole, persone in casa, il forno acceso: l’edificio non vive solo di gradi.

Prima di intervenire conviene sempre chiedersi se c’è una spiegazione semplice.

Ogni quanto guardare

Una volta impostato tutto, bastano pochi minuti alla settimana nella stagione di riscaldamento. Un buon ritmo è questo:

  • una volta alla settimana, i tre grafici di una giornata tipo;
  • una volta al mese, il consumo per grado giorno a confronto con il mese precedente e con lo stesso mese dell’anno prima;
  • subito, quando arriva un avviso.

Dagli avvisi ai grafici

Le tre anomalie si possono anche trasformare in avvisi automatici: una zona che chiede calore da più di tre ore, troppe accensioni in un giorno, un consumo notturno superiore a una soglia. Nel flusso Node-RED per le zone abbiamo mostrato come si costruisce il primo, e nella dashboard Grafana per la centrale termica come si visualizzano gli altri.

Gli avvisi non sostituiscono lo sguardo umano, ma fanno in modo che il grafico venga aperto quando serve. Ed è lì che un impianto che consuma troppo diventa un impianto che consuma il giusto.

Fai controllare i tuoi grafici

Se hai un impianto Brick, o un impianto che registra già i consumi, mandaci un estratto dei dati: ti diciamo cosa vediamo.