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Dalla casa al condominio: scalare il controllo

Lo stesso controllore che regola le zone di una casa può governare la centrale termica di un condominio e leggere i consumi di ogni appartamento. Cambiano le dimensioni e le regole, non il modo di lavorare: dati chiari, nel quadro, per chi abita e per chi gestisce.

9 settembre 20266 minuti di letturaRead in English

Chi ha visto Brick in una casa conosce il quadro: un termostato per stanza, le testine sul collettore, la valvola miscelatrice e il circolatore del pavimento radiante. Lo stesso controllore, con qualche ingresso e qualche uscita in più, può governare la centrale termica di un condominio e leggere i consumi di ogni appartamento.

La contabilizzazione del calore in condominio non è un altro mestiere. È la stessa regolazione, applicata a più unità, con un’esigenza in più: dire a ogni famiglia quanto ha consumato, e al gestore quanto consuma l’edificio. In questo articolo vediamo cosa cambia passando dalla casa singola all’edificio, cosa si comanda in centrale, cosa si misura in ogni unità e chi vede quali dati.

Sezione di un edificio di quattro piani con otto unità, ognuna con quattro contatori colorati, e la centrale termica al piano terra con generatore, due circolatori, una valvola e Brick; a sinistra una casa singola con lo stesso Brick
Una centrale termica con generatore, circolatori e valvola miscelatrice, otto unità con quattro contatori ciascuna: caldo, freddo, acqua calda sanitaria e acqua fredda. Brick sta nel quadro della centrale.

Dalla casa singola all’edificio

In una casa singola il generatore, la distribuzione e le stanze stanno nello stesso spazio, e chi paga la bolletta è anche chi abita. In un condominio con impianto centralizzato le cose si separano: una centrale termica al piano terra o in copertura, le colonne montanti che portano l’acqua ai piani, e dentro ogni appartamento una regolazione propria.

Per chi progetta la regolazione, il cambio di scala porta tre novità:

  • più potenza in gioco: generatori più grandi, più circolatori, a volte più circuiti con temperature diverse;
  • più punti da comandare: valvole di zona per ogni unità, valvole miscelatrici per i circuiti a bassa temperatura;
  • più dati da contare: ogni unità ha i suoi contatori, e i numeri devono tornare con quelli della centrale.

Il modo di lavorare però resta lo stesso. Un controllore nel quadro, collegamenti cablati dove serve affidabilità, sonde e contatori letti con protocolli aperti, e i dati che restano nell’edificio.

La centrale termica: cosa si comanda

Nella centrale Brick fa le stesse cose che fa in casa, su componenti più grandi. Comanda il generatore, che sia una caldaia, una pompa di calore o entrambe. Calcola la temperatura di mandata con la curva climatica, a partire dalla sonda esterna, e la passa al generatore o alla valvola miscelatrice. Accende e spegne i circolatori secondo la richiesta delle unità, così non girano quando nessuno ha bisogno di calore.

Sulle valvole conviene fare chiarezza, perché in un edificio se ne trovano di tre tipi.

  • On/off: aprono o chiudono, comandate da un contatto. Sono le valvole di zona tipiche delle singole unità.
  • A 3 punti: un motore che apre o chiude a impulsi, con due uscite (apri e chiudi). Sono comuni sulle miscelatrici più datate.
  • 0–10 V: ricevono una tensione proporzionale all’apertura richiesta, e spesso rimandano la posizione reale. Sono la scelta più precisa per le miscelatrici e per i circuiti a portata variabile.

Brick gestisce tutti e tre i tipi, quindi un impianto esistente non va rifatto per essere regolato. Come si sceglie e si collega una miscelatrice lo abbiamo spiegato nell’articolo sulle valvole a 3 vie. Se il generatore è una pompa di calore, la mandata si può impostare anche via Modbus, come nell’articolo su pompa di calore e radiante.

Contabilizzazione: cosa si misura in ogni unità

Negli edifici con impianto centralizzato la contabilizzazione non è una scelta: la legge chiede di misurare o ripartire i consumi di ogni unità, e di dare a ciascuna la possibilità di regolare la propria temperatura. La ripartizione delle spese segue una norma tecnica, che distingue la quota legata ai consumi da quella fissa dell’edificio.

In pratica, in ogni unità si leggono fino a quattro contatori:

  • energia per il riscaldamento, in kWh, con un contatore di calore sull’ingresso dell’appartamento;
  • energia per il raffrescamento, in kWh, dove l’impianto produce anche freddo, come nei sistemi radianti del Sud;
  • acqua calda sanitaria, in metri cubi, quando è prodotta in centrale;
  • acqua fredda, in metri cubi.

I contatori moderni si leggono a distanza con protocolli aperti, come M-Bus e la sua versione senza fili. Brick li raccoglie in un unico archivio, ora per ora, insieme alle misure della centrale. È la stessa logica con cui suggeriamo di misurare una centrale termica: pochi dati, scelti bene, registrati con regolarità.

Chi vede cosa

Un sistema di contabilizzazione funziona se ognuno vede i dati che gli servono, e solo quelli.

  • Ogni famiglia vede i propri consumi, confrontati con il mese o la stagione precedente. Sapere quanto si consuma è il primo passo per consumare meno.
  • L’amministratore o il gestore vede tutte le unità, i totali della centrale e i dati per la ripartizione delle spese a fine stagione.
  • Il manutentore vede il funzionamento della centrale: temperature, accensioni, allarmi.

I dati restano nell’edificio, sul controllore. Si esportano in formati aperti quando servono, per esempio per il riparto annuale o per l’energy manager, come abbiamo spiegato parlando di come esportare e conservare i dati di consumo. Nessun canone per leggere i propri contatori.

Dai numeri alle decisioni

Con i dati di tutte le unità nello stesso archivio, alcune domande trovano risposta in pochi minuti. Quanto pesa la produzione di acqua calda sanitaria sul totale? Quali unità consumano molto più delle altre a parità di superficie, e perché? La curva climatica è impostata bene, o la centrale produce acqua più calda del necessario nelle mezze stagioni?

Le stesse tecniche che usiamo per leggere un grafico dei consumi valgono anche qui: un consumo che non scende mai di notte, un ritorno troppo caldo, un circolatore sempre acceso. In un edificio, però, ogni anomalia trovata vale per molte famiglie insieme.

Cosa serve per partire

Per portare Brick in un edificio con più unità servono pochi elementi, gli stessi che chiediamo per una casa:

  • lo schema della centrale termica, con generatore, circuiti, circolatori e valvole;
  • l’elenco dei contatori presenti in ogni unità, con modello e tipo di comunicazione;
  • il numero di unità e il tipo di regolazione già installata negli appartamenti.

Con questi dati si sceglie la configurazione e si capisce cosa si può riusare. Spesso molto: valvole e contatori esistenti si integrano, e il lavoro si concentra nel quadro della centrale.

Il video: dalla casa al condominio

Abbiamo raccontato questo passaggio nel quinto video della serie, che trovi qui sotto. Si parte da una casa singola e si arriva a un edificio di otto unità: la centrale si accende, le valvole lavorano, e i contatori di caldo, freddo, acqua calda e acqua fredda si riempiono unità per unità. Dura un minuto ed è pensato per progettisti, installatori e amministratori.

Scopri le configurazioni Brick per la centrale termica

Generatore, circolatori, valvole e contatori: nelle configurazioni trovi gli schemi da cui partire. Per un edificio con più unità, mandaci lo schema della centrale e l’elenco dei contatori.