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Bonus domotica e Conto Termico 3.0: cosa serve per la building automation in classe B

Il bonus domotica premia i sistemi che regolano il riscaldamento in modo automatico e lo mostrano a chi abita la casa. Il requisito chiave è la classe B di automazione. Ecco cosa vuol dire e quali documenti servono.

11 marzo 20266 minuti di letturaRead in English

Il bonus domotica è una delle detrazioni meno conosciute tra quelle per l’efficienza energetica, e una delle più adatte a chi rinnova la regolazione di un impianto. Non richiede di cambiare caldaia né di isolare le pareti: premia i dispositivi che regolano il riscaldamento in modo automatico e permettono di controllarlo e di vederne i consumi. Il requisito che decide tutto ha un nome tecnico: classe B di automazione.

In questo articolo spieghiamo cosa sono le classi, cosa chiede la classe B, quali incentivi la richiedono e quali documenti preparare. Le regole fiscali cambiano spesso: le indicazioni che seguono vanno sempre verificate sulle fonti ufficiali prima di avviare i lavori.

Quattro barre per le classi D, C, B e A con i fattori 1,10, 1,00, 0,88 e 0,81 e le riduzioni del 12% e del 19% rispetto alla classe C
Le quattro classi di automazione degli edifici e i fattori di efficienza per l’energia termica negli edifici residenziali, secondo la UNI EN 15232.

Le classi di automazione degli edifici

La norma UNI EN 15232, oggi confluita nella UNI EN ISO 52120-1, classifica i sistemi di automazione e controllo degli edifici in quattro classi.

  • Classe D: nessuna automazione. Impianti senza regolazione o con regolazione manuale.
  • Classe C: automazione di base. È la classe di riferimento: per esempio un termostato centrale che accende e spegne il generatore.
  • Classe B: automazione avanzata. Regolazione per singolo ambiente, coordinamento tra le zone e il generatore, funzioni di gestione dell’energia.
  • Classe A: alte prestazioni. Regolazione integrata, basata sulla domanda reale e sul monitoraggio continuo.

Per ogni classe la norma dà dei fattori di efficienza. Per l’energia termica di un edificio residenziale valgono 1,10 per la classe D, 1,00 per la C, 0,88 per la B e 0,81 per la A. Passare dalla classe C alla B riduce quindi il fabbisogno stimato di circa il 12%, come abbiamo visto parlando di quanto si risparmia con la regolazione per zone.

Cosa chiede la classe B

La classe B non è un prodotto: è un insieme di funzioni che l’impianto deve avere. Per il riscaldamento, le più importanti sono:

  • regolazione della temperatura in ogni ambiente, con una sonda e un comando per stanza o per zona;
  • coordinamento tra le zone e la produzione di calore, per esempio con la temperatura di mandata che segue la richiesta reale;
  • programmazione oraria e regimi diversi per giorno e notte, presenza e assenza;
  • controllo delle pompe di distribuzione in base alla richiesta;
  • monitoraggio: la possibilità di vedere come funziona l’impianto e di intervenire.

La classe si valuta sull’impianto finito, non sul singolo dispositivo. Un ottimo controllore installato senza sonde nelle stanze non fa una classe B.

Il bonus domotica

Il bonus domotica è una detrazione fiscale nata nel 2016 nell’ambito dell’ecobonus. Riguarda l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda e climatizzazione.

La legge chiede che i dispositivi:

  • mostrino attraverso canali multimediali i consumi energetici, con la fornitura periodica dei dati;
  • mostrino le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti;
  • consentano accensione, spegnimento e programmazione settimanale degli impianti da remoto.

A questi requisiti funzionali si aggiunge quello della classe: il sistema di regolazione deve essere almeno di classe B secondo la UNI EN 15232.

Per le spese sostenute nel 2026 le fonti di stampa indicano una detrazione del 50% per l’abitazione principale e del 36% per gli altri immobili, ripartita in dieci rate annuali, con un limite di 15.000 euro per unità immobiliare. Sono valori che le leggi di bilancio hanno cambiato più volte: vanno verificati per l’anno in cui si sostengono le spese.

Il Conto Termico 3.0

Il Conto Termico è il regime di incentivi gestito dal GSE per gli interventi di efficienza energetica e di produzione di calore da fonti rinnovabili. A differenza delle detrazioni, è un contributo erogato direttamente, non uno sconto sulle tasse.

Con la versione 3.0 i sistemi di automazione e controllo degli edifici, i cosiddetti BACS, sono tra gli interventi considerati, con requisiti minimi di classe. Soggetti ammessi, percentuali, massimali e documenti richiesti sono definiti dal decreto e dalle regole applicative del GSE, a cui rimandiamo: per gli enti pubblici, in particolare, è uno strumento da valutare insieme agli interventi sugli impianti.

I documenti da preparare

Per una pratica di bonus domotica, in genere servono:

  • la fattura con la descrizione dei dispositivi e dei lavori;
  • il pagamento con bonifico parlante, con la causale prevista per le detrazioni di efficienza energetica;
  • la documentazione tecnica dei dispositivi e, quando richiesto, l’asseverazione di un tecnico abilitato o la dichiarazione del fornitore sulla classe dell’impianto;
  • la comunicazione all’ENEA, entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Per il Conto Termico la procedura passa dal portale del GSE, con una documentazione più ampia che include in genere una relazione tecnica.

Un esempio pratico

Prendiamo una villetta con pavimento radiante a sei circuiti, caldaia a condensazione e un solo termostato in soggiorno: un impianto in classe C. Per portarlo in classe B servono, in sintesi:

  • una sonda per ogni zona e una testina per ogni circuito, così ogni stanza ha la sua regolazione;
  • un controllore che coordina le zone con la caldaia e con la pompa, e che regola la temperatura di mandata in base alla richiesta e alla temperatura esterna;
  • programmi orari per zona, modificabili dall’app;
  • la misura dei consumi, per esempio con un contatore del gas a impulsi o con i dati letti dalla caldaia, e la loro visualizzazione periodica.

Sono esattamente gli elementi del rinnovo descritto in altri articoli di questo blog. La differenza, ai fini dell’incentivo, è che vanno documentati: quali funzioni sono state realizzate e come.

Errori che fanno perdere l’incentivo

  • Pagamento sbagliato. Un bonifico ordinario invece di quello parlante può far perdere la detrazione.
  • Comunicazione ENEA in ritardo o dimenticata.
  • Funzioni mancanti. Un termostato smart senza la visualizzazione dei consumi, o un sistema senza regolazione per ambiente, non soddisfa i requisiti.
  • Documentazione incompleta: schede tecniche e dichiarazioni vanno conservate insieme alla pratica.

Come si documenta un impianto Brick

Brick regola le zone, coordina il generatore, gestisce i programmi orari e registra consumi e temperature, che si vedono dall’app e in Grafana, come nella dashboard della centrale termica. Sono le funzioni che i requisiti descrivono.

La classe però si valuta sull’impianto finito: dipende da quante zone ci sono, da come è collegato il generatore, da quali misure si raccolgono. Per questo, per ogni impianto, forniamo a installatore e tecnico la documentazione della configurazione: schemi, schede tecniche e descrizione delle funzioni. La valutazione finale spetta al tecnico che assevera.

Questo articolo descrive i requisiti tecnici e non sostituisce la consulenza di un commercialista o di un tecnico abilitato.

La documentazione tecnica per la pratica

Per ogni configurazione Brick possiamo fornire schemi, schede tecniche e la descrizione delle funzioni richieste. Scrivici con i dati del tuo impianto.